i libri imperdibili sconosciuti

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Davvero niente importa? – letture per riflettere

Se volete saper la verità su molta carne che mangiamo e stare veramente male, leggete questo libro :

Foer Jonathan Safran se niente importa

SE NIENTE IMPORTA : perché mangiamo gli animali ?

Editore Guanda

Si tratta di un libro di taglio giornalistico e di una lettura per niente piacevole.

Prima riporto alcuni brani molto incisivi relativi ai danni ambientali:

… senz’ombra di dubbio a livello globale il bestiame contribuisce più dei trasporti ai cambiamenti climatici. Secondo l’ ONU, il comparto dell’ allevamento è responsabile del 18 per cento delle emissioni di gas serra, circa il 40 per cento in più dell’ intero settore trasporti …

… le Nazioni Unite sintetizzano : allevare animali ai fini alimentari(in allevanti tradizionali o industriali) “ è una delle due o tre attività che contribuiscono maggiormente ai più seri problemi ambientali su ogni scala…”

… e al di là del numero di malattie legate all’allevamento, sappiamo che l’industria zootecnica contribuisce all’aumento degli agenti resistenti agli antimicrobici perché ne somministra in grandi quantità…

… la Smithfield ( …….. ) da sola uccide ogni anno più maiali della popolazione umana di New York, Chicago, Houston, Phoenix, Philadelfia, San Antonio, San Diego, Dallas, San Josè, Detroit,   Jakksonville, Indianapolis, San Francisco, Columbus, Austin, Fort Worth e Memphis messe insieme ; circa trentun milioni di animali …   … ogni maiale produce dalle due alle quattro volte gli escrementi di una persona; nel caso della Smithfield …. produce almeno tanti rifiuti organici quanto tutta la popolazione umana di California e Texas messa assieme. (..) Per comprendere gli effetti provocati dal rilascio di questa quantità di escrementi nell’ ambiente, ci serve sapere qualcosa di quello che c’è dentro. (…) lista che si trova abitualmente negli escrementi dei maiali allevati intensivamente : “ammoniaca, metano, acido solforico, monossido di carbonio, cianuro, fosforo, nitrati e metalli pesanti…”

Poi invece non vi riporto gli esempi delle violenze e crudeltà a cui vengono sottoposti gli animali degli allevamenti intensivi, cresciuti senza alcun rispetto, oltrepassano ogni limite di etica. Questa violenza è inaudita. Ho fatto fatica a leggerne dei passaggi. Penso che chiunque, anche non vegetariano come me, dopo aver letto questo libro, farà delle scelte alimentari diverse. Non si può conoscere l’ esistenza di tanta violenza e far finta di niente. Concludo con le parole di Foer: “Noi non possiamo addurre come scusa l’ignoranza, ma solo l’indifferenza (..) Siamo noi quelli a cui chiederanno a buon diritto: tu cos’hai fatto quando hai saputo la verità sugli animali che mangiavi?

La bibliotecaria di Azzate Marica Casagrande

Un salto nella storia

Patrick Modianomodiano_dec2014

Dora Bruder

Guanda

Nel 1941, a Parigi, un’adolescente ebrea fugge dal collegio religioso in cui la sua famiglia l’aveva mandata per sottrarla ai nazisti. Si chiama Dora Burder. I suoi genitori pubblicano un annuncio sul quotidiano “Paris-Soir” in cui ne danno una breve descrizione, nella speranza di riuscire a ritrovarla.

Molti anni più tardi, Patrick Modiano (Nobel per la Letteratura 2014) si imbatte per caso in quel trafiletto e inizia una lunga indagine che diventerà quasi un’ossessione. Tra ricerche d’archivio e incroci del caso, lo scrittore scopre le origini dei genitori di Dora, tenta di capire i motivi che l’hanno portata a scappare (l’amore, forse), prova a ricostruire i luoghi in cui ha vissuto e studiato, le strade in cui ha camminato. Le stesse che lui ha percorso fin dall’infanzia, le zone in cui vive tuttora. Scoprirà così che una serie di coincidenze lo legano al destino di quella ragazza, che ritornò dalla sua misteriosa fuga per poi perdersi, pochi mesi più tardi, sui treni carichi di ebrei diretti ad Auschwitz.

Raccogliendo i frammenti di quella breve vita, Modiano recupera la memoria del suo stesso passato ma anche quella di altri scrittori ebrei morti ancora giovani nei lager, consegnadoci un libro intenso, sospeso tra il romanzo e il reportage, in cui dà voce anche ai documenti più minuti: vecchi quotidiani, registri scolastici, denunce fatte alla polizia, elenchi del telefono e mappe della Parigi dell’epoca. Scopre così le tante ferite lasciate dalla guerra in una città in cui interi quartieri sono scomparsi, insieme alle migliaia di persone che li abitavano: uomini e donne deportati e svaniti per sempre, come Dora Bruder, nella notte dei campi di sterminio.

Alberto Pozzi – Biblioteca di Daverio

Stop al bullismo

Obiettivo del sistema bibliotecario è contribuire alla costruzione di una comunità sempre più civile e moderna, in cui la lettura e la cultura siano “consumi” abituali; una comunità in cui leggere, informarsi, riflettere, cercare di capire e interpretare in mondo che ci sta intorno sia la normalità.

Nella città ideale in cui tutti vorremmo vivere, il libro diventa uno strumento fondamentale: l’unico problema è far conoscere quello giusto alle persone giuste. Da qui è nata l’idea della campagna di promozione della lettura di LinkLibri.

La guida linkata a questo articolo propone un centinaio di libri più significativi sul tema scelto: romanzi, saggi, storie, testimonianze…per bambini, ragazzi e adulti, suggerimenti di letture per affrontare un argomento in modo giocoso e rilassante.

Ogni libro è presentato con tutti i dati “anagrafici”, un breve sunto dei contenuti e la copertina. Maggiore visibilità è stata data a quegli editori che hanno contribuito alla pubblicazione facendosi carico in prima persona di una campagna civile di promozione della lettura.

Il tema scelto è quello del bullismo, un fenomeno sociale di grande attualità e diffusione, nella convinzione che la lettura possa essere uno strumento per riflettere e capire la nostra vita di tutti i giorni. Pur nella consapevolezza che razionalità e ironia non sempre bastano a raffreddare una materia così “incandescente”, che richiede di indagare sui sentimenti, i comportamenti, le motivazioni, non solo della vittima ma anche del carnefice (il bullo).

Ecco la GUIDA IL BULLISMO _ BIBLIOGRAFIA

Grazie a LinkLibri, a Bea Marin e a tutti coloro hanno partecipato al lavoro di creazione di questa guida.

I libri suggeriti sono prenotabili online.

“Io sono nessuno” – da una vita “normale” al dormire per strada

io sono nessuno“Può succedere perché la tua compagna ti lascia, e il cuore non regge. Può succedere perché perdi il lavoro, e prima c’è la benzina, poi la spesa, poi le bollette, infine l’affitto, e i soldi non bastano e, alla fine, resti senza. Può succedere perché un bicchiere tiene lontana la paura, ma, poi, la sola paura che ti rimane è quella di non bere. Può succedere perché hai corso per troppo, e a un certo punto hai dimenticato perché lo stavi facendo. Può succedere a te, al tuo migliore amico, alla persona che ti sta accanto”.

Wainer Molteni non avrebbe mai immaginato che un giorno sarebbe finito a dormire per strada, in un cartone. Eppure è successo. Una vita “normale” la sua: studi universitari e un master in criminologia presso l’FBI negli Stati Uniti, Un impiego come dirigente e la passione per la musica dance che lo porta in giro per l’Europa a fare il dj.

Ma all’improvviso, la perdita del lavoro e un insieme di fatti, lo portano ben lontano dalla vita che ha condotto fino a quel momento e la strada per lui sarà tutta in salita. Diventa un clochard e per otto anni farà questa vita. Conosce il freddo, la fame, lo sporco. Poi reagisce a questa situazione e fonda “Clochard alla Riscossa”, il sindacato dei senza-casa e diventerà consulente della giunta milanese per il recupero sociale dei senzatetto. Ora, insieme ad alcuni di loro, gestisce un agriturismo in un casale toscano che hanno sistemato. Una storia esemplare di speranza e solidarietà che tocca tutti da vicino.

Andrea Pozzi – Bibliotecario di Daverio – Brunello – Galliate Lombardo

Se la Terra si ferma: “L’età dei miracoli” di Karen Thompson Walker Mondadori, 2012 – anche per adolescenti –

   Da “Blade Runner” a “La strada” di Cormac McCarthy, di solito gli scrittori di fantascienza hanno descritto scenari apocalittici da cronache del dopobomba. La giovane scrittrice californiana ha scritto questo suo libro d’esordio (la mattina presto, prima di andare al lavoro) forse ispirata dall’attesa del “Big One”.

Improvvisamente ed inspiegabilmente, la Terra inizia a girare più lentamente ed il rallentamento del moto di rotazione comincia a sconvolgere il ciclo vitale di uomini, animali e vegetali, ad influire sulla gravità terrestre, sul campo geomagnetico: ad esempio, gli uccelli cominciano a cadere stecchiti a migliaia. Il rallentamento non fa che aumentare fino ad arrivare a giorni di settanta ore, modificando la durata delle ore di luce e di buio. Qualcuno, in mancanza di altre spiegazioni, arriva a ipotizzare che il fenomeno sia una forma di reazione della Terra ai troppi danni provocati dall’umanità all’ecosistema.

Le autorità invitano i cittadini ad ignorare il cambiamento e a seguire le ore indicate dall’orologio, ma alcune minoranze della popolazione preferiscono isolarsi per seguire il nuovo ciclo di giorno e notte. Tutti, però, sono costretti a modificare le proprie abitudini di vita e, in particolare, a esporsi il meno possibile alla luce del Sole.

Il tutto è raccontato da una ragazzina di undici anni, che sta iniziando a vivere la sua “età dei miracoli”, l’adolescenza e cercando il suo posto nella vita: “Ciò che fino ad allora avevo capito della vita era che c’erano i bulli e coloro che ne sono vittime, i cacciatori e i cacciati…”.

Dottor Umberto Vallini – Biblioteca di Malnate

MANICOMIO GIARDINETTI

Leggere MANICOMIO GIARDINETTI significa ritagliarsi un momento di puro  divertimento, attraverso la descrizione di mamme e bambini ( ma anche di papà e  una nonna) che si ritrovano insieme al parco.http://scuolaholden.it/
Si va dalla mamma Stanziale, a quella Strafiga alla Pratica o alla
Sprovveduta, ognuna con i suoi difetti, molti, ed i suoi pregi, pochi,
ma tutto in chiave molto ironica.
Brilla su tutte la mamma di Geson (non è un errore, è proprio scritto così)
Anche se, siamo onesti, chi di noi non ha mai detto una volta nella
vita “io sarò diversa, non mi comporterò mai così”, e poi…
Dott.ssa Sabina Dimarno – Bibliotecaria – Biblioteca di Casciago

3 consigli di lettura

Georges Simenon, Il gatto, Adelphi http://webopac.bibliotecheprovinciavarese.it/web3/TitleView/BibInfo.asp?BibCodes=101893306

Da anni, ormai, Émile e Marguerite (marito e moglie) non si parlano più. Comunicano solo attraverso laconici, crudeli, bigliettini. Ciascuno fa la spesa per sé, ha una sua dispensa, mangia da solo, a un orario diverso da quello dell’altro. Del resto, la loro non è mai stata una coppia armoniosa: lei, di famiglia borghese caduta in disgrazia, tiene vivo il ricordo di un primo marito musicista. Émile viene dal mondo operaio, e nel suo passato ci sono le balere lungo la Senna, i piaceri semplici della provincia, e una moglie allegra, morta troppo presto. L’odio ha preso corpo in un momento preciso, quando Émile si è convinto che sia stata Marguerite a uccidergli l’amatissimo gatto. Un odio che da allora si è installato tra loro, un sentimento del quale non possono fare a meno perché è per entrambi l’unica ragione di vita, e l’unica barriera contro la morte.

 

Marco Malvaldi, La carta più alta, Sellerio

http://webopac.bibliotecheprovinciavarese.it/web3/TitleView/BibInfo.asp?BibCodes=104628471

 

È impossibile sottrarsi al nuovo intrigo in cui si trovano coinvolti i quattro vecchietti del “BarLume” e il suo rassegnato proprietario. Dalla vendita sottoprezzo di una villa lussuosa, i pensionati, investigatori per caso, sono arrivati a dedurre l’omicidio del vecchio proprietario, morto, ufficialmente, di un male rapido e inesorabile. Massimo il “barrista”, ormai in balìa dei vecchietti, che stanno tutto il giorno al tavolino sotto l’olmo del suo bar, al solito controvoglia trasforma quel fiume di malignità e di battute in una indagine. Anche in questa nuova avventura, Malvaldi si conferma un abile osservatore e narratore della realtà della provincia italiana.

Dello stesso autore, consigliamo: La briscola in cinque; Il gioco delle tre carte e Il re dei giochi.

 

Abbiate pietà di mio figlio. Le lettere ritrovate dei deportati ebrei al Velodromo d’Inverno, Sperling & Kupfer.

http://webopac.bibliotecheprovinciavarese.it/web3/TitleView/BibInfo.asp?BibCodes=104850317

Il Velodromo d’Inverno di Parigi, era un edificio dedicato allo sport, un luogo consacrato allo svago nel cuore della città. Quanto di più stridente con l’uso ignobile cui fu piegato, quando vi furono ammassati migliaia di inermi cittadini ebrei nel 1942: 3.031 uomini, 5.802 donne e – fatto mai accaduto prima – 4.051 bambini vengono strappati dalle loro case e rinchiusi nello stadio. In condizioni disumane, fra i disagi, la disperazione, qualcuno riesce a scribacchiare una lettera che, grazie alla buona volontà di qualche carceriere, arriva a destinazione. Messaggi attraverso i quali conosciamo la quotidianità della prigionia. Alcuni traboccano di speranza: sono quelli di chi, ignaro della propria sorte, osa pensare al futuro; molti altri, invece, vanno dalla preoccupazione alla consapevolezza del non ritorno. I più toccanti sono quelli che danno voce allo strazio per i più piccoli: la madre che affida il figlio a degli sconosciuti, il fratello maggiore che si angoscia per il pianto del fratellino, la ragazzina che chiede perdono ai suoi cari per chissà quali mancanze.

 

Andrea Pozzi

Biblioteca di Daverio, Brunello e Galliate Lombardo

I FANTASMI TORNANO DAL PASSATO Il romanzo di un giovane scrittore varesino

“I cento veli” è l’intrigante titolo del romanzo d’esordio di Massimiliano Comparin, nato a Varese nel 1973, che vive e lavora tra Milano e Varese.

Romanzo storico, che ci porta dal presente agli anni più bui della seconda guerra mondiale, ma al tempo stesso giallo teso e accattivante, capace di tenere il lettore avvinto allo svolgimento della trama anche quando si fa ricostruzione storica quasi didascalica.

Alessandro, il protagonista, è e si sente “un vincente”, uno che negli affari non sbaglia un colpo e porta un sacco di soldi alla sua azienda. Convive con una splendida ragazza triestina, Gaia, “una bellezza slava”, di cui non sa niente. Una sera, tornando a casa non la trova: la sicura routine della sua vita si rompe, la ragazza si è come volatilizzata. Allora tocca ad Alessandro cercare di riallacciare i rapporti con le amiche e la famiglia d’origine, in particolare con il padre della ragazza, che sembra ritenerlo responsabile dell’accaduto.

Inaspettatamente Alessandro trova nel maresciallo Cantoni un coetaneo che condivide con lui una certa cultura (si vedano,ad esempio, le citazioni da “L’arte di insultare” di Schopenhauer: “Tutti i giornalisti sono, per via del mestiere che fanno, degli allarmisti: è il loro modo di rendersi interessanti”) e che gli concede fiducia e la libertà di condurre proprie indagini.

Indagini che lo portano a Trieste e nella ex Jugoslavia, perché la scomparsa di Gaia sembra legata alla scomparsa di Marco, ricercatore storico e già suo amico del cuore.

Inevitabilmente, l’indagine dal presente si sposta nel passato e, in particolare, negli anni dal 1943 al 1945, che, nella Venezia Giulia, hanno visto commettere le peggiori atrocità dalle diverse fazioni ed etnie, tra cui gli ustascia, i fascisti croati di Ante Pavelic.

Per non parlare delle numerose vittime italiane sepolte nelle foibe, tra cui Norma Cossetto, figlia di un ex segretario del Fascio, la cui vicenda reale s’intreccia con la materia della storia raccontata da Massimiliano Comparin.

L’errore di Marco, l’amico di Gaia, è stato quello di “portare, rileggendo il passato, una nuova luce sul presente. La cosa più pericolosa che uno storico possa fare”.

Voler sollevare, insomma, i “cento veli” che hanno cercato di occultare un passato intollerabile: qui sta la spiegazione del mistero della duplice scomparsa di Gaia e Marco, che ci tiene sospesi fino alle ultime pagine di un giallo più che avvincente.

Nelle note finali, l’Autore cita le fonti a cui ha attinto per documentare la sua storia: “saggi, romanzi, tesi di laurea, materiale cronachistico, racconti orali di testimoni…”, un’ampia bibliografia a disposizione di tutti gli interessati all’approfondimento storico.

 

 

u.v.

Il gusto dolceamaro di una vita

Come accennato nel primo articolo, non essendo un recensore ecco il secondo libro che per la passione che esprime mi ha colpito. Si tratta di “L’ultimo gregario. Il romanzo di Fausto Coppi”, scritto dal “nostro” Pier Bergonzi, giornalista caporedattore della “Gazzetta dello Sport”. Di Pier Bergonzi, che ho conosciuto quasi trent’anni fa come… bibliotecario a Castiglione Olona, conoscevo la bravura come giornalista della “Rosa”, che seguiva in particolare il ciclismo. Ora so che è anche un raffinato scrittore oltre che un vero “appassionato” del pedale.

In quello che è il suo primo romanzo, Pier Bergonzi ci racconta, in parallelo, la vicenda di un padre in crisi affettiva e di un figlio non ancora adolescente che si sta appassionando al ciclismo e la vicenda umana e sportiva del “Campionissimo” di Castellania, raccontata dal suo “ultimo gregario”, un certo Sandro Torino.

Un romanzo che si legge d’un fiato e che lascia un gusto dolceamaro, proprio come quello della vita di Fausto Coppi. Ma resta in mente anche la dolcezza dei versi di poeti come il Gianni Rodari della filastrocca “Il Gregario”, Tagore, Sandro Penna, Giuseppe Ungaretti.

 

Pier è stato protagonista, sabato 5 novembre 2011 – all’interno della quarta edizione del festival “Frontiere letterarie” dedicato alle “passioni” – grazie alla sua competenza e sensibilità, di un amichevole incontro nel corso del quale è stato possibile approfondire tutti i temi legati alla pratica sportiva, anche i più delicati e scabrosi, ad esempio quelli del doping e dei pericoli per la salute, del rischio di una caduta della stessa passione sportiva per una perdita di credibilità, della capacità dello sport di farci sognare un’onesta competizione.

 

Dott. Vallini Umberto – Biblioteca di Malnate

Quel che il cuore sapeva

QUEL CHE IL CUORE SAPEVA, libro di Marta BONESCHI

A Chiunque  abbia provato ad aggirarsi per le vie della vecchia Milano, nei dintorni del Teatro alla Scala o del quartiere di Brera, non sarà sfuggita  quell’atmosfera di grandezza e di solennità che sempre scaturisce dai luoghi importanti della Storia. Ed è proprio leggendo il libro di Marta Boneschi intitolato “ Quel che il cuore sapeva”, una biografia di Giulia Beccaria, madre di Alessandro Manzoni, che ho assaporato la magnificenza di quei luoghi storici che nel corso del XVIII sec. hanno visto nascere e svilupparsi i principi dell’Illuminismo milanese.

Attraverso l’intrecciarsi delle vite delle famiglie Verri, Beccaria e Manzoni,  ho assistito alla ricostruzione di uno degli ambienti intellettuali che più ha contribuito alla formazione di una moderna coscienza civile e nazionale, dando vita a principi e a valori  ad oggi ancora attuali.

 

Isabella Antico

Bibliotecaria di Cantello

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